L’urlo bianco
di Antonio Ferrara -
Nel dicembre del 1993 in un piccolo paesino arroccato sui monti della provincia di Chieti sparisce un bambino. Dieci anni dopo, Mike Calabritti decide di partire per quel luogo, schiacciato dal successo del primo romanzo e incapace di ritrovare una nuova ispirazione. Pizzoferrato sembra essere il luogo adatto per ritrovare se stesso, lontano dalla confusione e dai tanti impegni di una vita cambiata troppo in fretta.
Giunto nel complesso turistico Valle del Sole, resta impressionato dal silenzio della montagna amplificato dal bianco assoluto di un paese che sembra addormentato. Ma nulla è come sembra e anche gli alberi dei boschi possono nascondere terribili verità. Uno spirito irrequieto aleggia in cerca di chi possa vedere dopo tanto tempo. I fantasmi sono ovunque, accanto a noi, ma è più semplice scorgerli tra il silenzio e l’eternità di una montagna, capaci di riportarci ad una condizione ormai perduta, perché l’uomo troppo spesso dimentica che il mondo circostante può avere tanti volti e tante voci.
Dimensioni parallele che non si incontrano mai, fino a quando uno sguardo taglia il velo dell’apparenza e ci accorgiamo di non essere soli.
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